Scuola che vai, coordinamento che trovi. Almeno, è quello che mi è quasi sempre successo: al docente di lettere viene più o meno sempre assegnato il coordinamento di un consiglio di classe – e, direttamente o indirettamente, una serie di cose di cui occuparsi in/per quella classe.
A me fare la coordinatrice di classe in fondo piace: permette di conoscere meglio i ragazzi e le loro famiglie e anche i meccanismi di funzionamento della scuola, particolarmente se – come me quest’anno – si è nuovi in un istituto. Però non mi diverte fare cose noiose, e una delle più noiose è occuparsi del cambio dei posti, che l’usanza degli ultimi anni fa rientrare tra le cose di cui si occupano i coordinatori, e che alunni e alunne reclamano con regolarissima periodicità.
nota a margine
A proposito, quand’è che noi insegnanti abbiamo iniziato ad occuparci con costanza del cambio dei posti? Nella mia vita di studente non ricordo cambi di posti operati dal/dalla docente oltre le scuole elementari. Deduco che era una di quelle cose che dalla scuola media in poi erano ritenute superflue. Non perdo tempo ad analizzare la questione, su cui volendo possiamo tornare.
come ho lavorato con chatgpt
Insomma, alle prese con la mensile necessità di cambiare i nuovi posti di una classe prima media, ma con l’impellente necessità di investire meno tempo possibile in questa attività, oggi ho deciso di chiedere aiuto a ChatGPT.
Per iniziare le ho dato un input generico:
mi puoi aiutare ad assegnare i posti a una classe di 20 studenti? Userai banchi da 2 posti, distribuiti su queste file:
ChatGPT ha risposto chiedendomi dei chiarimenti sulle file di banchi, e se avessi previsto dei criteri per la disposizione degli studenti.
Ho risposto scrivendo in modo più ordinato il numero di file e di banchi per ciascuna fila, poi ho chiesto di indicare gli alunni con numeri da 1 a 20 e ho scritto quali numeri (cioè quali alunni e alunne) dovessero sedere distanziati. Avrei anche potuto indicare qualche abbinamento che volevo ottenere, ma non essendo particolarmente fantasiosa negli abbinamenti (tendo, anzi, ad essere ripetitiva quando i gruppi di lavoro funzionano) ho preferito che ChatGpt – o la sorte – mi indicassero qualche combinazione che da sola non avrei saputo produrre.
ChatGPT mi ha risposto proponendo una combinazione, che ho modificato leggermente secondo quello che so degli alunni. Le ho sottoposto le mie modifiche e le ho chiesto di verificare se tutti gli alunni fossero stati inseriti in un banco e se i criteri che avevo indicato fossero rispettati. ChatGPT ha verificato e mi ha fatto una nuova proposta, inserendo due numeri-alunni che avevo dimenticato di inserire. A questa seconda versione ho fatto ancora qualche leggera modifica e le ho riportato la mia ultima decisione, chiedendo se può memorizzarla per farmi da promemoria la prossima volta. ChatGPT ha risposto di non poter salvare dati e mi ha consigliato di salvare il risultato in un file da poterle rimettere a disposizione quando dovrò nuovamente assegnare i posti. Cosa che ho prontamente fatto.
il tocco finale
Siccome volevo postare una storia per i docenti di Instagram, ma non volevo che gli studenti potessero leggere qualche anticipazione, ho chiesto a ChatGPT di crearmi una mappa dei posti cifrata attribuendo ad ogni studente un simbolo speciale, anziché il suo numero da 1 a 20. ChatGPT mi ha risposto creando la corrispondenza fra numeri e simboli e riportando l’ultima versione della disposizione dei posti in versione cifrata. E siccome l’ha trovata un’idea molto carina mi ha suggerito anche un giochino che, volendo, potrei applicare per rivelare agli alunni i loro nuovi posti.
Certo, cambiare i posti con una sorta di caccia al tesoro potrebbe essere un successo e rappresentare un investimento in termini di benessere di classe (anche se poi tutti e tutte manifestano scontento per il nuovo posto, sempre: è una regola universale), ma la cosa rischia di vanificare il tempo che ho risparmiato grazie a ChatGPT. Il parere di Instagram invece è unanime: fai il giochino! Non so ancora cosa deciderò.
Intanto a voi lascio questa esperienza e spero che vi aiuti a risparmiare un quarto d’ora.
Certo, resta da stabilire se l’applicazione di ChatGPT a questi problemi in fondo futili della vita quotidiana valga il consumo di risorse che implica l’uso dell’intelligenza artificiale. Questo è un dilemma etico su cui vale la pena di investire tempo di riflessione.
P.S.
Siccome nessuna intelligenza artificiale può ancora soppiantare del tutto l’intelligenza umana, prima di stampare la versione definitiva dei posti mi sono consultata con la mia collega di sostegno, che in effetti mi ha suggerito un’ultima piccola modifica che ritengo di applicare.
P.S.2: ho scritto la prima bozza di questo post dettandola nelle note dell’iPhone. In questo modo ho risparmiato almeno un altro quarto d’ora, che ho potuto destinare ai “fiocchetti” del post: in questo caso, ricerca immagini.
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Seguimi per altri consigli di gestione del tempo — no, scherzo: in gestione del tempo ho molto da imparare. Però potrei condividere altri esperimenti sul tema.